Realizzare un contenitore di start-up di grandi dimensioni – situato lungo la via Emilia ai piedi dei colli bolognesi – e avvalendosi di sistemi innovativi è stato sicuramente un bel traguardo per i progettisti della società di ingegneria di Polistudio A.E.S. Una realtà che da anni sta investendo su innovazione, tecnologia e sostenibilità. Per questo non poteva mancare il contributo del metodo di progettazione per eccellenza, il BIM. Un progetto che è stato portato avanti da tutto il team di Polistudio, dall’architettura alle strutture, dall’antincendio alla sicurezza e dal settore impianti. Per saperne di più abbiamo intervistato il presidente di Polistudio, l’ing. Alberto Casalboni, e il responsabile settore impianti meccanici della società, l’ing. Matteo Guidi di Polistudio.
Ing. Casalboni, in quale contesto è inserito il progetto e qual era il desiderio iniziale della committenza?
Può raccontarci quali sono stati gli step di progettazione del contenitore di start-up “Hub_Osteria Grande” di Castel San Pietro?
Le caratteristiche architettoniche dell’edificio
L’edificio è stato progettato per essere un contenitore flessibile di uffici e start-up. Si sviluppa su una superficie 2400 Mq e si innalza su quattro livelli, ai quali si aggiungono la copertura e il parcheggio interrato. Le parole chiave dell’edificio sono flessibilità e fruibilità degli spazi interni ed esterni.
Infatti, internamente sono presenti solo alcune strutture fisse: il nucleo centrale dell’edificio costituito da vano scale, ascensori, bagni e colonne dedicate agli impianti. Attorno ad esso è presente un anello profondo circa 8 m di superficie libera, atta ad ospitare le start-up. Si tratta di un prefabbricato in cemento armato, rivestito interamente da vetrate, per permettere massima flessibilità, trasparenza e interscambio con l’ambiente esterno. La vetrata continua è il rivestimento di facciata dell’edificio che permette massime prestazioni, isolamento termico e dispersioni vicine allo zero. Sono stati, inoltre, predisposti degli schermi frangisole per mitigare l’irraggiamento solare nelle ore più calde.
“L’edificio è stato progettato all’insegna della sostenibilità, per permettere ai professionisti di vivere e lavorare meglio. [Continua a leggere…]
Ing Guidi, un progetto interamente modellato in BIM dovrebbe garantire la condivisione dei dati e una maggiore integrazione fra le discipline. È realmente così nella vostra esperienza di progettisti?
Progettare in BIM vi ha permesso di risparmiare tempo, ridurre gli errori, eventuali sprechi di materiali? Quali erano le sfide iniziali e come avete superato eventuali problematiche ed interferenze nella progettazione?
Ing Guidi, Polistudio si è affidato a piattaforme e strumenti software BIM all’avanguardia, tra cui MagiCAD per Revit, per progettare i sistemi meccanici, elettrici e idraulici (MEP). Questo software di modellazione multidisciplinare avanzato include calcoli MEP e calcoli del rumore, il rilevamento delle interferenze e una vasta libreria di componenti BIM. Che tipo di plus ha garantito alla vostra progettazione?
L’utilizzo del plugin MagiCAD ci ha permesso di effettuare i dimensionamenti degli impianti HVAC direttamente in ambiente BIM e di poter gestire in maniera coordinata e in tempo reale le modifiche impiantistiche legate allo sviluppo del progetto e del cantiere. Ci ha consentito di ridurre i tempi di lavoro, potendo gestire le revisioni e dimensionamenti in tempo reale senza dover ricorrere a fogli di calcolo standard.





