All’ingresso di Polistudio oggi c’è un oggetto che racconta molto più di quello che sembra: un tecnigrafo restaurato, tornato a vivere dopo anni di lavoro.
Su quel piano sono nati i primi progetti, tracciate linee, prese decisioni, fatte prove e cambi di rotta.
Ci hanno lavorato professionisti che credevano davvero nel valore del progetto come strumento capace di migliorare le cose e fare la differenza.
Prima dei software, prima del BIM, prima delle simulazioni:
c’erano mani, matite, competenze e responsabilità.
Restaurarlo e metterlo all’ingresso non è un gesto nostalgico.
È un modo per ricordarci da dove veniamo e perché facciamo questo lavoro.
Perché ogni progetto, ieri come oggi, nasce da una visione e da persone che scelgono di prendersi cura del futuro.
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